martedì 19 luglio 2016

Pilastro Rosso del Brouillard - *Les anneaux magiques*

Approfittando delle belle giornate estive, siamo andati a cercare un po' di frescura oltre i 4000 metri di quota... ma purtroppo neanche qui il caldo è stemperato; lo zero termico infatti è a 4600 m!
Abbiamo scalato una via di roccia in progetto da molti anni, situata in un luogo non proprio di comodo accesso: *Les anneaux magiques* (300 m, ED+, 6c+ max, 6b+ obbl.) al Pilastro Rosso del Brouillard.
Abbiamo salito la via nella sua originalità, terminando la scalata dopo 8 tiri. Da questo punto è possibile continuare fino alla vera cima del Pilastro Rosso, percorrendo gli ultimi tre tiri della *Directissime* oppure una variante a sinistra lungo larghe fessure. Considerata la temperatura e la lunga permanenza in ambiente glaciale durante la discesa, abbiamo preferito avviarci verso valle per non esporci troppo ai pericoli oggettivi... non proprio tendenti a zero in questa zona e nelle ore più calde della giornata.
Complessivamente si tratta di una bella via, in un ambiente grandioso, che si svolge su roccia da buona a ottima. La chiodatura è piuttosto essenziale e in qualche tratto è vietato assolutamente cadere, soprattutto sul quinto tiro dove si è costretti a tirare alcune piccole lastre di dubbia tenuta. Sul settimo tiro invece la rottura di una scaglia ha modificato un poco il carattere della via, obbligando ad un moschettonaggio un po' al limite ma protetto da un buon friend poco sotto.
Salita in giornata dal rifugio Monzino (circa 1600 m D+) e discesa a piedi eterna fino al fondovalle (circa 2600 m D-).

Materiale: 2 corde da 50 m, 6 rinvii, 1 set completo di friends da #.1 X4 a #3 C4 BD.
Esposizione: Sud, ad una quota di più di 4000 metri.
Avvicinamento: in circa 3.30 ore dal rifugio Monzino, passando dai bivacchi Eccles.
Discesa: in doppia lungo la via.

Inizia ad albeggiare nei pressi del bivacco Crippa (Eccles).
Alla base del Pilastro Rosso.
Il sole ci raggiunge al termine del secondo tiro.
Panoramica dell'ultimo tratto dell'avvicinamento.
Il Pilastro Rosso in tutto il suo splendore. Ale sale la vena di quarzo del quarto tiro.
Quando si dice "arrampicata in montagna" :-)
Sesto tiro (6a+): bellissimo.
Ancora un'immagine del sesto tiro.
Al termine del settimo tiro (6c+), attualmente più difficile che in origine a causa della rottura di una scaglia.
Ultimo tiro della via (6b+).
Discesa in doppia lungo la via: rapida e lineare.
Ancora un'immagine delle calate.
Autoscatto in discesa al termine del ghiacciaio.
Il topo della via.

sabato 9 luglio 2016

Clocher du Tacul - *Pilier Rouge*

Ancora una via inedita (per me) sui satelliti del Mont Blanc du Tacul: *Pilier Rouge* (250 m, 6c max, 6a obbl.) al Clocher. Si tratta della prima via aperta su questo bel pilastro rosso, che può essere considerato a tutti gli effetti un avancorpo del vero e proprio Clocher du Tacul. Nel 1981 E. Alexandre e J.M. Boivin avevano percorso senza uso di spit la linea fessurata più evidente e diretta. Ora purtroppo la via risulta un po' disturbata dalle vicine *Kousmine* e *Empire state building*... anche se - a dirla tutta - sono queste ultime ad aver disturbato la linea di Boivin. Ma tant'è, basta concentrarsi sulle fessure giuste e non pensare che a pochi metri a destra e a sinistra si trovano altri itinerari (tutti molto belli, tra l'altro).
Complessivamente si tratta di una via piuttosto omogenea, senza passi particolarmente difficili ma molto continua. La qualità della roccia migliora nettamente dopo la seconda lunghezza. Tutte le soste sono attrezzate con catene inox e lungo i tiri si trova ben poco materiale in posto (qualche chiodo e 2 nuts incastrati).
Le relazioni di *Pilier Rouge* disponibili sono piuttosto discordanti sulla valutazione delle difficoltà: per alimentare la confusione pubblico anch'io la mia versione :-)

Materiale: 2 corde da 50 m, 2 set di friends da #.1 X4 a #2 C4 BD, 1x #3 C4, 1x #4 C4.
Esposizione: Sud.
Avvicinamento: in circa 40 minuti da Punta Helbronner.
Discesa: in doppia lungo la via.

Arrivo in sosta sul terzo tiro.
Arrivo in sosta sul quinto tiro... in realtà non si scala nella larga fessura ma sulle tacche alla sua sinistra.
Il topo della via. La sosta di calata in verde è di *Empire state building*.
Foto d'archivio: attualmente il livello della neve è molto più alto!


lunedì 4 luglio 2016

Roccia Nera (4075 m) - *Les jardins de Noussan*

Sulla bella parete Sud della Roccia Nera (4075 m) esiste da una quindicina di anni ormai una via "moderna" di arrampicata di cui però non si hanno notizie precise. Si tratta di *Les jardins de Noussan* (400 m, 6c+ max, 6b obbl.), aperta nel 2001 da due grandi nomi come Patrick Gabarrou ed Ezio Marlier. L'itinerario è stato dedicato ad Efisio Noussan, storico presidente della Société de la Flore Valdôtaine, improvvisamete scomparso qualche giorno prima dell'apertura.
Non esistono informazioni recenti su questa via, tranne una ripetizione invernale solitaria di Alex Busca nel 2003; probabilmente nel corso degli anni è stata ripetuta da qualche cordata ma sicuramente non si trova una relazione completa, che allego nella speranza possa servire da ispirazione per qualche motivato alpin-climber ;-)
Nel complesso si tratta di una bella via, in un ambiente grandioso, sicuramente lontano dalle code dei satelliti del Mont Blan du Tacul. La roccia è serpentino, solido... ma è bene ricordare che siamo pur sempre in montagna e ogni paragone con la roccia del Verdon non starebbe in piedi. Le difficoltà tecniche delle lunghezze non sono di facile interpretazione, in quanto i passaggi più difficili sono molto corti. Si può dire comunque che la via risulta molto più omogenea in realtà di quanto possa sembrare guardando il topo.
La via è attrezzata con fix da 10 mm (piastrine Camp e Petzl): i punti si trovano spesso in posizioni poco convenienti... sono da intendersi più che altro come "indicatori di direzione" ;-) Si può integrare in molti punti ma è bene possedere un buon livello di 6b per riuscire a divertirsi. Sul penultimo tiro, dopo il secondo fix, non cercatene altri... non c'è più nulla fino in sosta! Dall'ultima sosta, per andare in cima, occorre salire ancora una ventina di metri (4a, nessun materiale in posto) che poi bisogna ridiscendere per iniziare le calate. La discesa in doppia è piuttosto agevole e lineare ma occorre comunque prestare attenzione a sassi presenti sulle cenge.
Nelle attuali condizioni di innevamento si può optare per un comodo e rapido avvicinamento con gli sci. Così facendo, la via è percorribile in giornata con la prima funivia da Breuil-Cervinia alle ore 7.00 circa... e con la pista ancora aperta fino a Cime Bianche c'è ancora il tempo per mangiare una buona pasta e un delizioso tiramisù, prima di riprendere l'ultima funivia che scende alle ore 16.00.

Materiale: 2 corde da 50 m, 8 rinvii, friends da #.3 a #1 C4 BD, casco.
Esposizione: Sud, si esce in cima a più di 4000 metri di quota.
Avvicinamento: molto semplice, funivia fino a Plateau Rosà - Colle del Breithorn - colle della Porta Nera. Per avere un parametro, noi abbiamo impiegato un'oretta.
Discesa: in doppia lungo la via con calate lunghe e abbastanzi lineari.

Il topo della via.

Avvicinamento speedy con gli sci... manco fossimo al Trofeo Mezzalama :-)
Terzo tiro (6b).
Sguardo verso il basso dalla parete Sud della Roccia Nera.
Settimo tiro (6c+), il più impegnativo.
Nono tiro (6c), ancora un passo impegnativo per uscire dalle difficoltà.
Autoscatto old style sulla vetta della Roccia Nera.
Autoscatto new generation molto più spettacolare (foto F. Cazzanelli)... ecco perchè lo zaino pesava così tanto: non era la quota ma il bastone per i zèlfi :-)
François divora la mitica pasta di Teto al Bar delle Cime Bianche: "il fisico non deve patire" (cit. Berna)

martedì 28 giugno 2016

Pic Adolphe Rey - *Marzipanpan*

Al margine sinistro della parete Sud del Pic Adolphe Rey esistono alcune vie poco conosciute ma meritevoli comunque di ripetizione: *Marzipanpan* (250 m, 7a max, 6b obbl.) è una di queste. Purtroppo la relazione è pubblicata solo sull'ormai introvabile "Le topo du Massif du Mont Blanc" di M. Piola. Ne allego una anch'io qui sotto, sperando di fare cosa gradita a chi cerca qualche nuova idea per l'estate.
Trattandosi di una via poco frequentata, la qualità della roccia non è propriamente perfetta. Ogni tanto si trovano porzioni ancora un po' granulose... che miglioreranno sicuramente con il passaggio degli arrampicatori. L'itinerario si trova ancora nell'originale stato di chiodatura: fix da 10 mm comunque ancora in ottimo stato. Alle soste spesso si trova un solo punto, rinforzabile facilmente con protezioni veloci: classica situazione in cui gli apritori non sono scesi lungo la via (raddoppiando quindi i punti fissi in sosta). Dalla cima del Pic Adolphe infatti conviene scendere lungo le calate di *Police des glaciers*, molto più lineari, che depositano sulla grande cengia alla base delle vie del settore sinistro.
A proposito di primi salitori, *Marzipanpan* è stata aperta nel 1990 da A. Stuber e R. Vogler, che si sono infilati in un dedalo di vie già esistenti, trovando comunque un percorso autonomo e abbastanza logico... per quanto spesso vicinissimo a fessure percorse antecedentemente. In questo senso, è più che mai utile consultare lo schizzo (quasi) perfetto di M. Piola per comprendere la storia di ogni fessura ;-) Quasi perfetto: l'unico errore riscontrato è relativo alla prima sosta di *Marzipanpan* che in realtà coincide con la prima di *Inouït* (sullo schizzo sono segnate a fianco, comunque sulla stessa cengia): dettagli.

Materiale: 2 corde da 50 m, 1x da #.1 X4 a #4 C4 BD, doppi da #.5 a #2 C4, nuts.
Esposizione: Sud.
Avvicinamento: nelle condizioni attuali in poche decine di minuti con gli sci da Punta Helbronner.
Discesa: dalla cima del Pic Adolphe, in doppia lungo *Police des glaciers*. Sconsigliato scendere lungo la via.

Partenza del secondo tiro (6c).
Ale mi raggiunge in sosta sul secondo tiro.
Terzo tiro (6b+): partenza tecnica in placca, poi bella fessura.
Quarto tiro (6c+): apparentemente innocuo... ma con un diedro di difficile impostazione a metà.
Partenza del quinto tiro (7a): fessura di destra o di sinistra? La risposta è sul topo ;-)
Quinto tiro: la classica "voglerata" ovvero un tracciato piuttosto articolato e apparentemente poco logico. In realtà il traverso discendente della seconda metà del tiro è stato fatto per non ricalcare il percorso di *Je veux voir le soleil debout* (C. e Y. Remy 1985) che segue invece la logica fessura verticale.
Sesto tiro, facile lunghezza fino alla base del bastione finale.
Il topo della via.

giovedì 23 giugno 2016

Pic Adolphe Rey - *Coup de foudre*

Una linea interamente in fessura, senza alcun materiale in posto, tranne le soste e un vecchissimo friend incastrato: *Coup de foudre* (200 m, 7a max, 6b obbl.) al Pic Adolphe Rey. Purtroppo, per una concomitanza di cause, la via non è molto conosciuta... ma merita sicuramente una visita. Non essendo molto lunga, tra l'altro, consente una salita senza fretta e con tutto il tempo per riposarsi in sosta e partire freschi per il tiro successivo. La via originale si innesta nella classica *Bettembourg* a due tiri dalla cima.
Le attuali condizioni di innevamento consentono una rapidissima movimentazione su ghiacciaio con gli sci; speriamo ancora per un po'!

Materiale: 2 corde da 50 m, 2x da #.1 X4 a #2 C4 BD, 1x #3 C4.
Esposizione: Sud.
Avvicinamento: nelle condizioni attuali in poche decine di minuti con gli sci da Punta Helbronner.
Discesa: in doppia lungo la via. Soste con 2 fix e catena.

Arrivo in sosta sul primo tiro.
Terzo tiro per Ale: bellissimo!
Quarto tiro, il più difficile: 7a.
Quinto tiro, ultimo originale prima del ricongiungimento con la *Betttembourg*.
Il topo della via.