sabato 22 agosto 2015

Francia - Tour Termier + Pic de Bure + Pic de Céüse

Avvicinamento mattutino al Pilier Est del Pic de Bure

Tre giorni intensi di scalata in Francia, tra Briançon, Devoluy e Céüse. Meteo perfetta e panorami sempre differenti.
Il primo giorno siamo tornati alla Tour Termier per scalare una delle vie più belle della parete, a detta di tutti: *Le feu sacré* (300 m, 7a max, 6a obbl.). Le aspettative non sono state disattese, anzi... la via è sicuramente più omogenea di quello che appare sulla relazione: della serie "i 7a sono poco più difficili dei 6b". Temperatura fresca al mattino - come sempre su questa parete - ideale per arrampicare! Discesa in doppia molto veloce con cinque calate lunghe... ma altamente sconsigliata in presenza di altre cordate in parete: in questo caso è di gran lunga preferibile la discesa a piedi (senza però ripassare all'attacco della via).
Il secondo giorno è stato dedicato ad una classica alpinata di tutto rispetto: il Pilier Est del Pic de Bure, dove corre la via *Desmaison* (600 m, 7a max, 6a obbl.). Pur trovandosi in "media montagna" (2700 m circa), non è sicuramente un itinerario da prendere sotto gamba: lunghezza e complessità del percorso, roccia delicata, condizioni meteo spesso non propizie (luogo molto ventoso), avvicinamento breve ma molto delicato ne fanno una salita piuttosto seria. Insieme ad Ale abbiamo percorso la via in circa 6.30 ore, utilizzando due corde da 60 m e una serie di friends da #1 C3 a #2 C4 BD. Discesa a piedi consigliata lungo la Combe de Ratin. Base di partenza la carinissima Cabane de l'âne, raggiungibile con un mezzo 4x4 (circolazione regolamentata): cinque posti letto con materasso ma senza coperte, acqua potabile ad un centinaio di metri.
Per il terzo giorno era in programma un'altra via lunga sulla bella (e vicina) parete di Les Gillardes... ma la pigrizia ha avuto la meglio e abbiamo "ripiegato" sulla Grande Face del Pic de Céüse. Roccia finalmente beton, luogo bucolico e solitudine assicurata sul Plateau sommitale raggiunto percorrendo *L'esbroun* (150 m, 7a max, 6c obbl.). Attenzione al topo: manca una lunghezza di corda... la penultima (6b con un passo in A0 per partire dalla sosta).

giovedì 13 agosto 2015

Le Giétroz (Mauvoisin) - *Les chemins de traverse*

Quinto tiro della via (7a).
Una delle più efficaci fonti di ispirazione per le gite in montagna sono sempre state, per me, le fotografie. Basta un bello scatto per scatenare la fantasia e la voglia di proiettarsi in quella dimensione. Raramente le foto tradiscono... ma a volte succede! È il caso di una via situata sul versante destro idrografico del lago di Mauvoisin: *Les chemins de traverse* (220 m, 7a max, 6b obbl.). Stimolato da un'immagine sulla guida di O. Roduit, ho chiesto informazioni all'apritore (nonché autore della guida) che - giustamente - mi ha messo in guardia sulla qualità non eccelsa della roccia... complice, anche, lo scarso numero di ripetizioni.
Siamo quindi andati a verificare dal vivo. Il posto è molto bello, ideale in estate, la via è molto varia, acrobatica ed esposta... per quanto riguarda la qualità della roccia, che dire? Abbiamo contribuito alla pulizia della via che - attualmente - purtroppo non può ancora essere considerata "perfetta" ;-)
Avanti con le ripetizioni!

Materiale: 2 corde da 60 m, 12 rinvii, 1 set completo di friends da #1 C3 a #3 C4 BD, casco.
Esposizione: SO ad una quota di circa 2200 metri.
Avvicinamento: in 45 minuti circa dal termine della strada della Val de Bagnes (Lago di Mauvoisin). La parete si trova sul versante destro idrografico dell'invaso.
Discesa: in doppia lungo la via, abbastanza acrobatica.

venerdì 7 agosto 2015

Aiguille de la Varappe - *Et je suis le vent* + Petit Clocher du Portalet - *La SE*

La Cabane d'Orny, il Grand Combin e il Petit Clocher du Portalet.

Avevo visitato in estate la porzione più a Nord del massiccio del Monte Bianco solo una volta, in occasione della salita con Remy della mitica *État de choc* sul Petit Clocher du Portalet. Allora avevamo fatto un veloce blitz in giornata, senza troppo tempo per guardaci attorno...
Sono tornato in zona quest'estate insieme a Riccardo per scalare anche nella parte alta del bacino di Trient, a detta dei pochi che ci sono stati, molto bella. Ottimo punto di partenza e base d'appoggio è la Cabane de Trient, raggiungibile con un lungo avvicinamento dalla telecadina di La Breya (Champex): luogo tanto magico quanto caro... 10 euro una bottiglia d'acqua da 1.5 litri!
Il primo giorno abbiamo scalato all'Aiguille de la Varappe dove abbiamo percorso una bella via di Michel Piola: *Et je suis le vent* (400 m, ED-, 6b+ max, 6a+ obbl.). Granito rosso di qualità superiore e omogeneità della scalata ne fanno una via sicuramente da ripetere! L'avvicinamento alla parete è da preferire con l'innevamento di inizio stagione; in condizioni più secche occorre prestare un po' più di attenzione nella discesa della Fenêtre de Saleina. In ogni caso, è da sapere che non è il classico terreno super-tracciato dei satelliti del Mont Blanc du Tacul.
Il secondo giorno siamo scesi di quota per andare a scalare al Petit Clocher du Portalet. Abbiamo percorso la classica via dello spigolo Sud Est (200 m, ED-, 6c max, 6a obbl.), esteticissima e per nulla scontata... il primo tiro infatti mette subito le mani avanti. Fortunatamente più si sale più diventa semplice :-)
Anche qui granito impeccabile e linee geometriche perfette: il paradiso del crack climbing... o - come ha detto il mitico N. Favresse - "le Yosemite à domicile"!

Materiale: 2 corde da 60 m, 10 rinvii. 1 set di friends da
Esposizione: SO per l'Aiguille de la Varappe e SE per lo spigolo del Petit Clocher du Portalet.
Avvicinamento: su ghiacciaio per l'Aiguille de la Varappe (1.30 ore circa dalla Cabane de Trient) e su sentiero per il Petit Clocher du Portalet (2 ore circa dalla telecabina di La Breya).
Discesa: in doppia lungo le vie.

lunedì 3 agosto 2015

Pilier Rouge du Clocher (Tacul) - *Il pifferaio di spit*

Accanto alle conosciute vie moderne di Piola e Vogler, il Pilier Rouge du Clocher (Tacul) offre anche alcune linee più "classiche" salite negli anni '80 dall'instancabile esploratore verticale Gian Carlo Grassi. Una di queste è *Il pifferaio di spit* (250 m, ED-, 6c max, 6a obbl.), situata a destra di *Empire state building* e interessata recentemente da un parziale restyling alle soste. La via si caratterizza per un diedro assolutamente perfetto (terzo tiro) che, da solo, vale per tutto il resto! Se, a questo, si aggiunge una parte alta piacevole e su buona roccia, ci sono tutti i presupposti per una bella ripetizione.
Solo una piccola nota al percorso. Nel quarto tiro la via originale piega nettamente a destra per aggirare una porzione strapiombante. È di gran lunga consigliabile (e più logico) proseguire dritto, superando una sorta di camino strapiombante (1 fix in posto) che conduce direttamente alla base dell'inconfondibile parte alta.

Materiale: 2 corde da 50 m, 6 rinvii, 1 serie completa di friends C3 + C4 BD fino al #3 C4.
Esposizione: Sud Est.
Avvicinamento: in circa 40 minuti dal Rifugio Torino.
Discesa: in doppia lungo *Empire state building*.

Meglio non utilizzare il ponte più diretto per attaccare la via...

Il fantastico diedro (terzo tiro) che caratterizza la via: 6b storico che potrebbe valere tranquillamente 6b+.

Roccia compatta e belle fessure nella parte alta dell via.

Una finestra sul Monte Bianco!

Ultimo tiro: molto vario e tutto da scalare.

Riccardo al termine della via, con lo sfondo di Chandelle, Trident, Dente e Jorasses.
Extra bonus: il topo della via. Il tratteggio a destra è il percorso originale... meglio seguire la variante diretta.

domenica 21 giugno 2015

Parete dei falchi - *Spigolo degli anarchici* + *Diamantina* + *Cinque maggio*

La Parete dei falchi è una struttura poco conosciuta della Valle dell'Orco: probabilmente soffre della vicinanza del vicino Caporal... nettamente più appariscente! Eppure le belle linee non mancano neppure qui; sono solo un po' più fuori mano rispetto alle fessure più conosciute della valle. Per apprezzarle occorre però entrare in ottica "avventura" e non scandalizzarsi di fronte a qualche ciuffo d'erba, alla mancanza di segni di magnesite per appigli-appoggi-protezioni e soprattutto all'assenza del fix sistematico (anche se solo in sosta).
La parete è divisa in due da una grande terrazza rocciosa: le fessure più interessanti si trovano al piano di sopra che purtroppo non è di comodo accesso. Il modo migliore per arrivarci è percorrere una via della parte bassa: noi abbiamo scelto lo *Spigolo degli anarchici*, storica linea di I. Meneghin, ripresa nella sua prima metà da ignoti che hanno attrezzato a fix alcune varianti a pochi metri dal percorso originale. Il lavoro termina al secondo tiro, oltre il quale si torna nel "terreno d'avventura".
Giunti sulla grande cengia mediana c'è solo l'imbarazzo della scelta: fessure di tutti i tipi... sembra un parco giochi! Oggi abbiamo scelto probabilmente le due linee più belle, già ampiamente pubblicizzate in passato su libri e riviste ma, a quanto pare, finite nel dimenticatoio.
*Diamantina* e *Cinque maggio*: "facili" sulla carta ma che offrono sicuro divertimento (e impegno)... questione di non fossilizzarsi su un numero accompagnato da una cifra :-)

Materiale: corda singola + corda di servizio, 10 rinvii, 2 serie complete di friends C4 BD da utilizzare in base alle linee scelte. *Dimantina* richiede i friends più grandi mentre *Cinque maggio* alla fine si protegge bene con 2x #2  e 2x #3 C4.
Esposizione: Sud.
Avvicnamento: in poco meno di 30 minuti dalla vecchia strada fuori dalla galleria. La linea migliore da seguire è la verticale sotto la parete lungo la grande pietraia; esiste una traccia con ometti a destra ma conduce alla Placca dei cavalieri perdenti.
Discesa: una doppia lunga a sinistra (guardando la parete) di *Diamantina* poi una doppia corta al margine sinistro della grande cengia che divide la parete.

Primo tiro originale dello *Spigolo degli anarchici*... ormai dimenticato da tutti (e sconsigliato a favore della variante in placca più in alto a sinistra).

Secondo tiro, completamente attrezzato a fix.

Al termine del terzo tiro: i fix sono già un lontano ricordo e si torna nel *terreno d'avventura*...

Per arrivare sulla grande cengia soprastante non ci sono molti elementi ad indicare la via: noi siamo saliti a destra (poco proteggibile)... in realtà la via originale passa a sinistra.

Ale alla base della parte superiore della Parete dei falchi.

Primo tiro di *Diamantina*.

*Diamantina*, secondo tiro.

Terzo e ultimo tiro di *Diamantina* per Ale.

Non si poteva lasciare la Parete dei falchi senza salire l'esteticissima *Cinque maggio*... un capolavoro della natura, peccato solo che sia un po' corta e fuori mano.